Chi ha fondato Green Energy Storage?

A molti questa storia non interesserà affatto… ma a me sì.  E quando qualcuno decide di interpretare a proprio modo la storia è bene che si intervenga a chiarire come sono andati i fatti.

Su Telegram, all’interno del gruppo “InvestiUp.club” è comparso un lungo messaggio firmato da Rodolfo Pinto.  Riporto le frasi iniziali qui di seguito.  Il resto non ha rilevanza per la storia che desidero raccontare:

“Buongiorno a tutti, sono Rodolfo Pinto CEO di GES. Mi permetto di intervenire per chiarire alcune informazioni imprecise che sono state date a beneficio di chi di voi ha investito nella nostra società e per chiarezza verso tutti gli altri. Sassone Corsi non è il fondatore di GES. GES è stata fondata da Skyres (tuttora socio di maggioranza) tanto che il primo contratto con Harvard fu siglato da Skyres e poi ceduto a GES. Sassone Corsi era un consulente al quale fu consentito di investire in GES al momento della sua costituzione e a fronte di un investimento gli fu dato il 6% della società. Attualmente a seguito dell’ultimo aumento di capitale che è in fase di registrazione in camera di commercio la sua quota è pari al 4,94%. Sassone Corsi non fa più parte del board della società da più di un anno e mezzo e da ancora più tempo non ha ruoli di consulenza. Ci risulta che abbia deciso di cedere la sua quota e non ci risulta abbia ancora effettuato alcun trasferimento della stessa. […]”

Rodolfo Pinto, figlio di Salvatore Pinto, quando iniziai ad occuparmi di batterie organiche a flusso con i primi contatti con Harvard, andava probabilmente ancora a scuola e le notizie che riporta in questo messaggio sono decisamente inesatte.

Per chi ha interesse elenco di seguito le principali tappe di questa importante avventura che mi ha coinvolto per tre anni circa.

Gennaio 2014 – Sulla rivista Nature (9 Jan 2014, Vol 505, pp 195-199) viene pubblicato un articolo a firma di M. Aziz, R. Gordon e altri che mi incuriosisce.  Scrivo agli autori una email e ricevo subito una risposta interessata.  Trovo l’occasione che mia figlia Martina, PhD student all’Università della California, doveva partecipare ad un congresso a Boston nel maggio 2014 e vado a Boston ad incontrare i Proff. Aziz e Gordon ad Harvard.

Giugno 2014 – Come mio solito, ogni tre mesi diffondo la Management Innovation Newsletter.  Quella della primavera 2014, diffusa a giugno, contiene, a pagina 2, un articolo che illustra la visita fatta ad Harvard e la conversazione fatta con i Proff. Aziz e Gordon nonché con il Dr. Murray McCutcheon, responsabile del trasferimento tecnologico e del business development. Trovate la Newsletter qui.  Ne parlo con Salvatore Pinto, all’epoca mio buon amico, soprattutto perché interessato come me all’Astronomia.  Decidiamo di andare nuovamente a Boston per ingaggiare il Legal Office di Harvard e ottenere una licenza esclusiva di sviluppo e commercializzazione delle batterie organiche a flusso.  La trattativa è stata lunga e complessa ed è durata ben nove mesi.

1° Marzo 2015 – La trattativa legale si chiude con successo.  Salvatore ed io ritorniamo ad Harvard e firmiamo il contratto di licenza esclusiva tra la società di Salvatore (Skyres) e il Technology Office di Harvard.  La società Green Energy Storage non era ancora stata costituita e quindi non c’era la possibilità di firmare il contratto con questa… Riporto una foto, per me storica. Al centro c’è Isaac T. Kohlberg, Harvard Chief Technology Officer, alla sua destra i due suoi collaboratori, alla sua sinistra Salvatore Pinto ed io.

19 Marzo 2015 –  Green Energy Storage viene costituita a Roma nello studio del Notaio Filippo Vittorio Longo.  Il socio di maggioranza assoluta è Skyres, gli altri soci fondatori sono NPV Immobiliare Industriale, Management Innovation e Katia Antonicoli (moglie di Salvatore Pinto).  L’atto costitutivo è visibile qui.  Al termine della riunione dal Notaio, abbiamo fatto una foto che riporto.  Da sinistra: io, il Notaio, Katia Antonicoli e Rodolfo Pinto.  La quota di Management Innovation all’interno del capitale di Green Energy Storage, era del 6%, pagata per intero 30.000€.  Non mi è stato “concesso” di diventare socio, lo sono diventato con una piccola quota perché era quello che mi potevo permettere… E ne divenni membro del CdA, insieme a Salvatore Pinto, presidente, Riccardo Goggi in rappresentanza di NPV e Rodolfo Pinto, inizialmente solo Consigliere, poi nominato AD.

Aprile 2015 – Concludo un accordo con la Prof. Silvia Licoccia, Direttore del Dipartimento di Tecnologie Chimiche dell’Università di Roma Tor Vergata, per iniziare la collaborazione e riprodurre gli esperimenti di Harvard.  Insieme a due bravissime ricercatrici (Barbara Mecheri e Alessandra D’Epifanio) torno ad Harvard dai Proff. Aziz e Gordon e poi andiamo ad Hartford per incontrare una società che sembrava ci potesse aiutare (si chiama Sustainable Innovation – http://sustainableinnov.com).  Di seguito alcune foto.



Giugno 2015 – nella Management Innovation Newsletter n. 17, viene pubblicato un articolo a pag. 3 che parla in maniera esaustiva di questi primi passi di Green Energy Storage.  Lo trovate qui.

Luglio 2015 – Presento un progetto di ricerca alla Provincia Autonoma di Trento denominato “GREENERSYS” che prevede un costo complessivo di 5,2M€ e un contributo da parte della Provincia di 3M€.  Il progetto è presentato in collaborazione con la Fondazione Bruno Kessler di Trento.

Ottobre 2015 – Presento un progetto di ricerca alla Commissione Europea – bando Fast Track to Innovation denominato “GREENERNET” che prevede un costo di 2M€ ed un consorzio formato da FBK, Università di Roma Tor Vergata, Aarhus University (DK), Engineering Ingegneria Informatica, Evopro (HU).

4 Marzo 2016 – una data storica.  Non solo nacque nella stesso giorno dell’anno nel 1943 Lucio Dalla, ma entrambi i progetti GREENERSYS e GREENERNET vengono approvati, contemporaneamente dalla Provincia di Trento e dalla Commissione Europea.  Riporto qui il giudizio lusinghiero della Commissione Europea per il progetto FTI.

20 Ottobre 2016 – concludo, dopo alcuni problemi creati dallo stesso Salvatore Pinto (che credo lui si ricordi ancora…), la trattativa con la Provincia Autonoma di Trento e vado a firmare l’accordo negoziale per l’aggiudicazione del progetto GREENERSYS.  L’atto, firmato da me è visibile qui.

Novembre 2016 – Maggio 2017 – Lavoro a Trento per organizzare tutta l’attività di Green Energy Storage, dall’insediamento della sede all’assunzione dei ricercatori, alla gestione dei rapporti con i partner dei due progetti di ricerca.  Complessivamente ho portato alla società progetti per 5M€ e la gestione di questi progetti non era nient’affatto semplice.  Mi faccio aiutare dall’amico e collega Angelo Giuliana, esperto di gestione di progetti europei.  Appare evidente che la società ha grossi problemi finanziari: i progetti di ricerca sono co-finanziati dagli enti erogatori e la restante parte deve essere messa dalla società stessa che però non ha i mezzi finanziari per poterli gestire.  Concludo un accordo in tal senso con Intesa San Paolo per la cessione del credito del progetto GREENERSYS.

Giugno-Luglio 2017 – i rapporti con Salvatore Pinto, socio di maggioranza assoluta della società, si deteriorano in maniera irrimediabile a causa del fatto che manca l’elemento essenziale per poter portare avanti la società e i progetti di ricerca: manca la finanza.  Propongo più volte di fare dei passi nei confronti di possibili investitori, non escludendo un’operazione di crowdfunding. Guarda caso, Green Energy Storage decide di effettuare un aumento di capitale in crowdfunding nel maggio 2017 e ciò avveniva pochi giorni dopo che Glass to Power (società che nel frattempo avevo costituito con l’Università di Milano Bicocca) aveva deciso di effettuare un aumento di capitale utilizzando il crowdfunding… 

2 Agosto 2017 – in un’Assemblea dei Soci, decido di uscire dal Consiglio di Amministrazione della società.  Così si conclude la mia storia in Green Energy Storage, di cui la mia società Management Innovation, ancora possiede circa il 5% del capitale ed è il terzo socio in ordine di importanza.  Non avendo interesse nel continuare a detenere questa quota societaria, il 9 Marzo 2018 invio una richiesta formale alla società, e inoltrata di conseguenza a tutti i soci, di vendere la quota al valore della società raggiunto in quella data.  Ho dato incarico alla società BizPlace (https://www.bizplace.it) di collocare tale quota sul mercato e di rappresentarmi nelle eventuali assemblee successive (come ad es. quella del prossimo 31 Ottobre).

Credo che pochissimi lettori siano arrivati a leggere per intero questo mia piccola memoria. A me è servita per ricordarmi tutti i passaggi, tutte le soddisfazioni ma anche tutte le difficoltà di questa avventura.  Rimane un rammarico: non aver previsto che una persona, che ritenevo amica e leale, semplicemente avvalendosi del potere conferitogli dal possesso della maggioranza assoluta della società, decidesse, ad un certo momento, che poteva fare a meno di me, solo perché mi ero dimostrato critico sulle strategie di sviluppo da adottare.  Questo è sicuramente stato un mio errore. Ho imparato la lezione e, forte di questa esperienza, nelle altre società che costituisco, fisso dei patti parasociali che prevedono che non ci possa essere un socio che abbia quote superiori al 30%.

I documenti qui pubblicati non hanno alcun carattere di riservatezza: sono documenti pubblici facilmente reperibili presso le Amministrazioni della Provincia di Trento, la Commissione Europea e l’Ufficio del Notaio Longo.  Le foto sono state effettuate direttamente con il mio cellulare e pertanto sono di mia proprietà.

Emilio Sassone Corsi  (25 Ottobre 2018)

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Risposta del sig. Salvatore Pinto del 26 Ottobre 2018

Buongiorno sono Salvatore Pinto presidente di Green Energy Storage intervengo in questa chat per non lasciare senza risposta il lungo e dettagliato articolo di Sassone Corsi (ora al vaglio dei nostri legali) ex consulente della nostra società’ e attuale socio di minoranza al 4,94 % di GES.
Quanto scrive e documenta il nostro ex consulente e’ tutto vero , ma mancano alcuni importanti elementi che ne qualificano il senso.
Il SIg. Sassone Corsi ricevette uno specifico incarico di cercare in giro per il mondo una tecnologia emergente nel settore dello storage e per questo entro’ in contatto con L Mit con L universita’ di Manchester fino all’ articolo di Harvard su Nature.Il sig Emilio Sassone Corsi per questo è’ stato giustamente PAGATO .
Nel suo lungo articolo si legge dappertutto IO IO IO, ma ancora una volta si confonde il suo ruolo personale,  con la società e questo è’ stato il motivo della fine del rapporto fiduciario.Mi dispiace davvero molto rendere pubblico un fatto personale , ma visto che arriva a dire che ha firmato il contratto con la Provincia di Trento omettendo che aveva ricevuto specifica delega dal CDA perché’ quel giorno non potevo esserci visto che ero al capezzale di mia madre morente fa davvero male.
Il contratto con Harvard dopo una lunga negoziazione e’ stato firmato da Skyres ed in seguito conferito a GES .Il sig Sassone Corsi non aveva nessun diritto legale a farne parte ma proprio in riconoscimento dell’ ottimo lavoro svolto gli fu data la possibilità’ di investire una quota che oggi vuole rivendere moltiplicando per 20 il suo valore che ha già’ utilizzato per farsi finanziare in crowdfunding la sua società utilizzando per buona parte il valore raggiunto da GES.
Certo che tutto questo crea confusione negli investitori e per questo Rodolfo è’ intervenuto e per questo intervengo.
Un fatto positivo in tutto questo c’è’ .Se tutti vogliono appuntarsi sul petto la medaglia al valore per aver fondato GES vuol dire che GES ha valore altrimenti nessuno direbbe L ho fatto io e se volete questa è’ la sola cosa che mi sta a cuore.
Perché investire in GES?
Tantissimi motivi .GES da quest’anno comincia a fatturare e ha vinto un importante gara .In tre anni di vita abbiamo fatto cose che nessun altro ha fatto ed il livello di partnership siglate sono di livello mondiale.Ultimamente sono entrati importanti protagonisti dell ‘economia italiana tra cui mi pregio di indicare Hofima di Davide Malacalza ma altri ancora si uniranno a noi in questa meravigliosa storia . Ma tocca a noi convincervi e lo faremo a breve con dovizia di particolari.
Sassone Corsi probabilmente continuerà’ ad infastidirci e a creare confusione contro i suoi stessi interessi.
Noi ci difenderemo in tutte le sedi ma e’ una puntura di spillo siamo così entusiasti e convinti di quello che siamo e diventeremo che possiamo tranquillamente ignorarlo ed essendo anche abbastanza superstizioso credo che questo contrasto ci porti del buono non è’ forse accaduto anche a società’ che oggi sono sulla bocca di tutti? Un caro saluto e a presto.

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Risposta al Sig. Salvatore Pinto (26 Ottobre 2018)

Mi corre l’obbligo rispondere al sig. Salvatore Pinto in merito alle sue affermazioni.  Capisco che tutto ciò abbia poco o niente a che fare con l’attuale situazione e mi dispiace far perdere tempo alle persone che vorranno leggere questi commenti.  Alcune situazioni, nel mio precedente messaggio, le ho opportunamente omesse proprio per non mettere in difficoltà il sig. Pinto, ma a questo punto è meglio chiarirle fino in fondo.
1) sono un fisico, un dirigente di azienda e un professore universitario. Da tempo mi occupo di energia e di scounting di tecnologie innovative in questo e in altri settori.  Nel settore energia ho effettuato consulenze per Edison, Erg e Axpo. Per quest’ultima, di cui il sig. Salvatore Pinto è Presidente della subsidiary italiana, ho effettuato gli studi di cui il sig. Pinto parla e da Axpo sono stato pagato per effettuare questi studi e non dalla sua società Skyres, da cui ho ricevuto un incarico ma a titolo gratuito. I benefici di tali attività di consulenza sono però tutti riconducibili a Skyres e a Green Energy Storage e non ad Axpo.
2) a proposito della firma del contratto con la Provincia di Trento dello scorso 20 Ottobre 2016, è bene precisare che durante un precedente incontro con il Dr. Alessandro Olivi, Assessore allo Sviluppo Economico della Provincia nonché Vicepresidente della Provincia stessa, risalente ad alcuni mesi prima, il sig. Pinto litigò a tal punto con il Dr. Olivi che l’incontro fu bruscamente interrotto.  I funzionari della Provincia mi chiesero esplicitamente di non voler avere più rapporti con il sig. Salvatore Pinto.  Ed è per questo che passarono alcuni mesi prima di riuscire a ricucire le fila della trattativa che si concluse con il contratto del 20 Ottobre 2016 firmato da me; è pur vero che il sig. Pinto mi chiese di sostituirlo a causa delle gravi condizioni di salute della mamma, di cui sinceramente mi dispiacque, ma è altrettanto vero che il Dr. Olivi mi chiese di non far intervenire il sig. Pinto per la firma di quel contratto.
3) la valutazione di GES con un moltiplicatore 20 vale per Management Innovation così come per tutti i soci fondatori della società, non mi sembra ci sia niente di strano, fa parte delle regole del gioco della finanza.  E credo di aver dato un contributo essenziale a questa crescita, considerando che i due progetti di ricerca GREENERSYS e GREENERNET, del valore di 5M€ sono farina prevalente del mio sacco.  Se per questo, Glass to Power, società fondata da me due anni fa, oggi vale 25 volte il valore iniziale, con la differenza che non ho stabilito io in maniera autonoma il valore ma ho chiesto l’aiuto di un financial advisor che si chiama BDO, società di consulenza internazionale.
Le affermazioni del sig. Salvatore Pinto e del sig. Rodolfo Pinto sono state riportate ai legali di Management Innovation per le opportune valutazioni e conseguenti azioni.
Non desidero più intervenire in questa chat per parlare ancora di GES.
Sono totalmente d’accordo con Ivano: che si faccia una transazione alle condizioni dettate dal prezzo di mercato delle quote del marzo 2018.  E’ l’unica cosa che interessa Management Innovation e i suoi soci.

Emilio Sassone Corsi

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